
L’Ottavo Gioco è il quarto lavoro degli Zona, un assalto sonoro che mastica il fango del post-hardcore svedese di Breach e Cult of Luna per sputarlo fuori con l’urgenza teatrale del Teatro degli Orrori. In un mondo "asintomatico" e frenetico che corre a "200 all'ora" verso lo schianto, l'album si muove tra la violenza dei Sick of it All e il nichilismo degli Entombed, descrivendo una realtà di "preti senza croce" e alienazione tecnologica. Dai testi emerge una fame rabbiosa: non si tratta di bere, ma di vomitare il sale di un'esistenza che non ci appartiene. Tra il demone Asmodeo che scava dall'interno e uno stress che non lascia scampo, gli Zona invitano a scappare da ciò che non approviamo. È un disco di pugni chiusi e scelte radicali, dove l'unica salvezza è mordere la vita prima che l'orizzonte inghiotta tutto. Benvenuti nella Zona: qui nevica nero


